Streaming: Netflix vs. YouTube

Lo streaming di contenuti video è uno dei campi di battaglia digital dove la concorrenza è più intensa. Solo a fare una lista tremano le vene ai polsi: Disney+, Amazon Prime, Twitch, o gli italiani Premium, Now Tv ecc. I due colossi del settore, però, sono Netflix e YouTube. Sono i rappresentanti di due modelli e due filosofie completamente differenti.

Al momento YouTube detiene il maggior numero di contenuti video sulla stessa piattaforma mentre Netflix è l’azienda del settore con i ricavi più alti. Una situazione che sembra essere destinata a cambiare in tempi brevi, soprattutto per quello che riguarda i ricavi.

Quello che ci interessa, in questa sede, è esaminare le differenze tra i due modelli e le due filosofie.

Netflix: il modello per abbonamento

Netflix ha un modello che prevede l’acquisizione e la produzione di contenuti video (film, serie tv e documentari principalmente) e l’accesso alla piattaforma solo attraverso la sottoscrizione di un abbonamento mensile. È un modello abbastanza classico che riporta in forma digitale quello che hanno sempre fatto le case di produzione cinematografica.

La crescita di Netflix è basata essenzialmente su questi tre punti: aumento della qualità dei contenuti, miglioramento dell’accesso alla rete in tutto il mondo, mantenimento dell’azienda ai vertici del settore acquisendo i migliori talenti del settore e investendo in innovazione.

La prossima novità di Netflix potrebbe essere il servizio N-Plus che darebbe accesso, agli abbonati, ad una serie di contenuti extra su ogni video. Questi contenuti saranno dietro le quinte, podcast esclusivi, interviste, articoli, sceneggiature o altro. Insomma una full immersion per i fan delle tante serie tv e film che ogni giorno raccolgono milioni di spettatori.

YouTube: il modello basato sulla pubblicità

YouTube parte da una concezione completamente differente rispetto a Netflix. Non paga per i contenuti che mostra agli utenti, i quali a loro volta non sottoscrivono alcun tipo di abbonamento con la piattaforma che è sempre del tutto gratuita. YouTube guadagna sugli introiti pubblicitari e i content creator incamerano solo una piccola parte di questi guadagni.

C’è una piccola parte di contenuti presenti su YouTube che non rientra in questi parametri, ma è un settore/esperimento che ricopre una percentuale minima rispetto al totale dei contenuti della piattaforma.

I dati recenti mostrano che i ricavi di YT sono quasi alla pari con quelli di Netflix ed è probabile, visto il trend di crescita, che a breve potrà esserci un sorpasso in questo parametro. Un risultato che per molti è a sorpresa, anche in seguito al boom di Netflix dovuto alla pandemia.

YouTube, per contrastare la grande concorrenza di Facebook/Instagram e Tik Tok, lancia un formato chiamato Shorts che consiste in video verticali della lunghezza massima di quindici secondi, facilmente scorribili con uno swipe. Un prodotto pensato principalmente per gli smartphone e per l’utenza under 30 abituata ai formati di Instagram e Tik Tok.

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