Rebranding. Il caso di Burger King

Il Rebranding è il processo di cambiamento della brand identity di un’azienda che può comprendere un nuovo nome, il cambio del logo, del design e della strategia di comunicazione. L’obiettivo è quello di creare una nuova identità. Nel restyling però è importante rispettare la storia del “vecchio marchio” per non disorientare i clienti e perderli.

Un esempio di un cattivo rebranding è GAP. Nel 2010 decise di cambiare logo creando del mal contento tra i consumatori a tal punto da dover rintrodurre il logo originale. Un errore simile ha un costo enorme per l’azienda, sia dal punto di vista economico che del fattore tempo. Per questo motivo la scelta di rebranding deve essere studiata con attenzione ed è necessario analizzare e comprendere il mercato.

Rebranding proattivo e reattivo: quali sono le differenze.

Rebranding proattivo e reattivo, così il The Economist Times distingue le tipologie di rebranding e di conseguenza ne differenzia i motivi.

Si parla di rebranding proattivo quando l’azienda pensa che il cambiamento possa essere un’opportunità per rivolgersi a un nuovo target. L’obiettivo è quello di innovare e aggiornarsi. Il brand subisce un’evoluzione.

Invece il rebranding reattivo è una risposta a un evento, vi illustro un paio di esempi. Quando i competitor decidono di cambiare e innovarsi insorge la necessità di aggiornarsi. Oppure quando l’azienda è al centro di uno scandalo e cambia logo per evitare una Bad reputation.

Ma riassumendo quali posso essere le motivazioni che portano un’azienda a pensare a un rebranding?

  • Perché l’immagine dell’azienda è fuori moda o non la rappresenta più;
  • Quando il brand è in coinvolto in uno scandalo e rischia di associare il proprio nome a una cattiva reputazione;
  • A causa di fusioni, scissioni o acquisizioni.

Il rebranding di Burger King è sicuramente un caso di rebranding proattivo. Una scelta dettata dal bisogno di aggiornare la propria brand identity per allontanarsi dal concetto di fast food e avvicinarsi a un cibo più vero e sano. Vediamola insieme.

Burger King si rifà il look

Burger King con l’inizio del 2021 ha lanciato la sua nuova identità. Il rebranding, seguito da Jones Knowles Ritchie di New York, rappresenta la recente direzione intrapresa dall’azienda.

Il primo segnale è stato quello di eliminare dal menù conservanti, coloranti e altre sostanze artificiali per migliorare la qualità del prodotto con una scelta di ingredienti più attenta e salutare.

Questo cambiamento profondo aveva la necessità di esprimersi anche nella visual identity.

Il nuovo logo in realtà si ispira a uno più datato, come possiamo osservare dall’immagine qui sotto, ma con tratti più arrotondati e un nuovo font: il flame.

L’intera comunicazione poggia le fondamenta sulla freschezza degli ingredienti. I colori meno naturali nel vecchio logo vengono sostituiti da colori più vicini al prodotto reale.

Questa iniziativa vede coinvolti anche il packaging, le uniformi dei dipendenti, la segnaletica degli store e la modifica dei contenuti sia offline e online. Chiaramente stiamo parlando di un cambiamento enorme ed è per questo che avverrà in modo graduale. Per il momento possiamo vedere il nuovo design sul sito americano.

Seguici sui social.
Facebook 
LinkedIn 
Instagram 

Leggi anche

Instant Marketing 

Podcast marketing