La bustina di Aldo: La libertà di dirsi fragile

La libertà di dirsi fragile.

 

La paura.

In effetti io ho paura di moltissime cose: di ammalarmi, di restare solo, di intristirmi, di perdere la leggerezza.

Ho paura che le persone a me più care soffrano.

Ho paura di soffrire.

Ho paura dei vortici nella vasca da bagno.

Ho paura del silenzio e della noia, delle giornate fredde di pioggia.

Ho paura di non essere amato.

Ho paura di non essere abbastanza … ma non ho paura di dirlo.

Possiamo dirci fragili senza subire danni collaterali di immagine o di sostanza.

Possiamo essere limpidi con noi stessi e con gli altri, mostrando i nostri pieni ma anche i nostri vuoti.

E questo altro non è che la libertà di essere noi stessi……privilegio e arma delle nostre numerose crepe.

Detesto il cinismo, la spavalderia, la sbruffonaggine.

Degli altri mi incantano le incongruenze, le sbavature, le cicatrici e le ferite.

In fondo siamo le nostre sconfitte più che le nostre vittorie, siamo le nostre rughe di espressione, l’inquietudine che ci appanna lo sguardo, gli occhi lucidi, i brutti sogni, il fiato corto.

….e nascondere tutto questo è un’ipocrisia che non ci rende giustizia, è un torto che ci infliggiamo.