Facebook down: cosa abbiamo imparato

Facebook down! L’allarme si è propagato in pochi secondi su tutti i canali digitali disponibili. Quello che è accaduto lo scorso quattro ottobre, però, non è stato il solito problema passeggero. Il down è durato sei ore, un tempo infinito per il gruppo di Mark Zuckerberg e per i miliardi di utenti di Instagram, Facebook e WhatsApp in giro per il mondo.

Un mondo abituato a comunicare attraverso questi canali si è trovato improvvisamente sconnesso. Su Twitter si scherzava e si lanciavano meme beffardi su Facebook e i suoi fratelli social. Su TikTok gli utenti si chiedevano come mai Instagram non funzionasse e così via fino ad arrivare alle prime pagine di tutti i magazine del mondo.

Per molti saranno state ore di digital detox, ma per le aziende coinvolte è stato un salasso. Si parla di circa sette miliardi di dollari di perdite dovute al secco -5% in borsa.

Un evento epocale per il mondo social, ma agenzie digital e brand cosa possono imparare da questo black out.

 

Strategie multicanale: indispensabili e necessarie

Le strategie multicanale sono la soluzione ai possibili down dei canali social? In realtà sono una soluzione efficace a prescindere. In cosa consiste una strategia multicanale?

 

Il marketing multicanale, conosciuto anche come multichannel marketing, consiste nell’alternanza di diversi canali di distribuzione e di promozione con lo scopo di andare a intercettare l’utente durante le varie fasi del suojourney. 

 

In questo modo anche in caso di down di uno o più canali il brand riesce comunque a comunicare con il proprio target. Non bisogna mai legarsi ad un solo canale di comunicazione o ad una serie di canali di comunicazione di proprietà tutti della stessa azienda.

Immaginate, ad esempio, un produttore di giocattoli che vende solo attraverso Amazon e/o e E-Bay. In caso di down di questi canali per un periodo lungo, o nel caso in cui questi canali cambino norme e prezzi, come potrebbe sopravvivere l’azienda?

 

Canali proprietari: il brand fa le regole

Avere canali proprietari è un ottimo piano B sia per i down sia per i cambi di norme e regolamenti. Un’azienda che ha un proprio e-commerce e/o un proprio blog o sito web ha a propria disposizione sempre un canale di comunicazione e sempre un canale di vendita a prescindere dalle decisioni delle grandi aziende del settore digital da Amazon a TikTok.

 

In un mondo che si regge quasi totalmente su strumenti messi a disposizione da terze parti per comunicare con i propri clienti, avere uno o più canali propri è una sacrosanta uscita di sicurezza che nessun brand dovrebbe trascurare. Presenta, poi, anche il non secondario vantaggio di permettere al brand di raccogliere e gestire i dati dei clienti/utenti.

 

Leggi il nostro articolo sulle integrazioni tra Instagram e WhatsApp

 

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