5 musei da seguire che su Instagram spaccano

5 musei da seguire su Instagram fa parte di un format ormai collaudato, nato per consigliare contenuti interessanti e strategie social di tendenza. Dopo 5 profili Instagram sul cinema da seguire e 5 podcast per tutti i gusti, oggi con questa rubrica rispondiamo alla domanda: i musei come comunicano su Instagram?

Vediamo insieme perché i profili dei musei che abbiamo scelto spaccano su Instagram. Luogo dove si sa, la cura delle foto e l’equilibrio dei feed sono la ricetta vincente. Per questo motivo chi si occupa dei profili Instagram tiene conto di diversi fattori, tra questi:

  • La scelta dei colori;
  • La frequenza di un topic;
  • Il bilanciamento del testo, delle immagini e dei video;
  • Il moodboard prefissato in fase di strategia.

MoMA: attuale, sociale, vivo, attraente
Il MoMa su Instagram ha uno stile contemporaneo e un taglio urban. I contenuti, legati sì alle mostre in corso e alle future, sono ricchi di informazioni e novità del settore. I copy sono lunghi, dettagliati e seguono il più delle volte questo schema:

  • Nome artista e tag;
  • Titolo opera d’arte;
  • Storia dell’opera/ del progetto;
  • Scenario;
  • Citazione dell’artista;
  • Call to action al sito del MoMA;
  • Coordinate del progetto.

Le immagini dei post sono per lo più foto, frame, quadri, i visi degli artisti, momenti rubati nelle sale del museo. Non ci sono filtri, patine e sequenze studiate. Il profilo gode di un equilibrio cromatico fintamente casuale. È un ottimo esempio da seguire oltre a essere il museo più seguito al mondo sui social media.
Infine, l’anno scorso – il giorno delle elezioni negli USA – il MoMA ha pubblicato un video delle Ninfee di Monet con l’intento di condividere un momento di calma e tranquillità dopo un momento molto teso. Questo per sottolineare il forte legame con il contesto.

Museo MAXXI: profilo Instagram schematico e dal look ripetitivo
MAXXI segue uno schema, un ritmo e una palette cromatica a strisce di tre. Quest’ultimo è un trend abbastanza visto e che funziona solo se non cade in una monotonia che faccia sì che lo stacco tra le strisce sia evidente.
I copy – sia in italiano che in inglese – hanno una sequenza che si ripete:

  • Citazione dell’artista;
  • Breve descrizione dell’esposizione;
  • Tag e riferimenti ai contributor.

Nel complesso lo stile di MAXXI appare immediato e di chiara lettura. Meno creatività e più geometria.

Guggenheim Museum: un mix di educational e coolness
Guggenheim Museum su Instagram rivela gli scatti più esclusivi delle mostre. Il profilo ha un tocco urban, è colorato e prevalgono le immagini sulle grafiche con il testo. Non segue format prestabiliti e anche qui – come per il MoMA – il feed appare caotico nel senso positivo del termine. Un mix di educational e coolness. I copy hanno un tone of voice fresco e formale. La CTA è diretta al click sul link in bio per prenotare i biglietti. La rubrica più frequente è #WorkoftheWeek, un format che propone lo storytelling di un’opera alla settimana. In quest’ultimo si ritrova la vena educational del profilo.
Da seguire assolutamente.

Tate: irriverente, classico
Tate ha scelto di avere più profili Instagram: quello dedicato al bar (@tateeats), quello dedicato allo shop (@tateshops), quello dedicato al programma di Tate Modern (@tateexchange) per discutere e riflettere ogni anno su un topic diverso. Quest’anno è stato scelto il connubio tra l’arte e la società.

Noi invece abbiamo deciso di consigliarvi @tate che già dalla prima visita si presenta ben curato. Nella biografia di Instagram segnala gli orari ai quali rispondono ai messaggi privati o dm e invitano a prenotare i biglietti online. Vediamo più arte, meno persone. Questa scelta è sostenuta anche dalla volontà di dedicare dei profili ad hoc ad ‘altre cose’. Nei copy non si dilunga, le informazioni sono selezionate e il testo è leggibile. Le emoticon ci sono ma non stonano e non indeboliscono la credibilità del messaggio. Un profilo per rifarsi gli occhi e per vedere un po’ di tutto, in termini di arte.

 

Van Gogh Museum: il museo su Instagram
Van Gogh Museum su Instagram ha scelto di non scegliere una strategia di contenuti. Condivide gli scatti dei visitatori e i quadri del pittore olandese in primo piano. L’unica rubrica presente è #mondaymotivation ovvero delle card con le citazioni motivazionali di Vincent Van Gogh.
Vi consigliamo di seguirlo perché la particolarità sta nei contenuti testuali. I copy sono sì lunghi ma hanno un taglio interessante e puntano alla promozione dell’artista sfruttando gli aneddoti, i collegamenti con gli altri artisti, le lettere del fratello. Mentre le immagini sono autoreferenziali, i testi spaziano attraverso le tematiche della corrente artistica di Vincent Van Gogh. Nel 2019 il museo ha contato 24 milioni di interazioni organiche ovvero il più alto tasso di engagement sui social di qualsiasi altro museo al mondo. Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche… Less is more anche nel digital marketing.

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